ARTE MARZIALE PSICOLOGICA

COSA SONO LE ARTI MARZIALI?

ARTE

Come sempre il nome già rivela il significato. Nell’Antichità (Sanscrito: Are, ordinare, Latino: Ars, Greco: Τέχνη) indica la capacità umana di fare un qualsiasi oggetto. La capacità consiste nella conoscenza delle regole. Nel periodo ellenistico iniziarono le prime classificazioni e le arti vennero divise in comuni e liberali, a seconda che richiedessero uno sforzo fisico o uno sforzo intellettuale. La condizione sociale degli artisti, che migliorò notevolmente nel corso del Rinascimento, contribuì a separarli dagli scienziati e dagli artigiani. Dalla fine del Settecento cominciarono le prime crisi del concetto di bello e di arte. Stavano nascendo nuove forme di espressione come la fotografia, l’architettura industriale, l’oggettistica per la casa, e bisognava farle rientrare nel concetto di arte.

Per tale motivo nel Novecento si è abbandonata l’idea di una definizione onnicomprensiva di arte e di opera d’arte. Il termine arte diventa un concetto aperto, in cui tutte le possibili definizioni dell’arte confluiscono.

MARZIALE

Apparentemente di descrizione più semplice, il termine deriva dal latino e significa relativo a Marte, dio della guerra, e per estensione tutto ciò che riguarda la guerra stessa. È sinonimo di bellico, guerresco. Ben diverso invece è il significato che il termine assume quando trattasi di arti marziali, o meglio di via marziale. Il Budō (武道) è la parola che indica la via marziale giapponese. Il termine è composto dagli ideogrammi kanji bu (武) e dō (道), che si possono tradurre come “Via che conduce alla cessazione della guerra attraverso il disarmo” oppure “Via che conduce alla pace”.

Infatti l’ideogramma “bu” 武 è internamente composto dai due ideogrammi, hoko (戈) e tomeru (止) che nella lingua giapponese significano:

hoko (戈): lancia, alabarda

tomeru (止): fermare, arrestare, lasciare, cessare

Da cui bu (武) nella lingua e nello spirito della tradizione giapponese, significa letteralmente “fermare, arrestare, lasciare le lance”. L’ideogramma dō (道) significa letteralmente “ciò che conduce” nel senso di “disciplina” vista come “percorso”, “via”, “cammino”, non in senso fisico ma piuttosto etico e morale. Uscendo dal significato strettamente letterale, il termine “lance” assume il significato più ampio di “armi” e quindi quello traslato di “guerra” o “combattimento”, mentre il termine “fermare” assume il significato traslato di “cessare”. Nella concezione della tradizione marziale giapponese, quindi, il significato del termine bu implica quello di “abbandono delle armi” e quindi di “disarmo” e non di “guerra”.

ARTE MARZIALE

Cos’è dunque un’arte marziale? Sinteticamente: l’utilizzo di capacità umane che (attraverso energie fisiche e intellettuali, mediante la conoscenza di regole etiche) conducono alla via della pace. Si comprende dunque che le VERE arti marziali sono solo da difesa, e non da attacco. Per quanto si viva in una società violenta (più nei film che nella realtà) fortunatamente è inconsueto per la maggior parte delle persone incorrere in litigi, pestaggi, combattimenti fisici. Ma è sfortunatamente consueto per la maggior parte delle persone incorrere in litigi, pestaggi, combattimenti emotivi, affettivi, psicologici. Si sente più il bisogno di essere preparati ed allenati a sostenere lotte e combattimenti quotidiani col capoufficio, col datore di lavoro, con i dipendenti, con i figli, con i genitori, con il fisco, con il governo, con le banche, ecc. Esiste un’ARTE MARZIALE PSICOLOGICA? Una scuola per imparare a sviluppare ed utilizzare le proprie capacità per produrre pace negli ambienti in cui si vive?

Certo che esiste; c’è sempre stata. L’uomo da quando è comparso ha dovuto affrontare situazioni di confronto con gli altri uomini, per difendere diritti reali o presunti, per sé e per gli altri. I nostri progenitori le loro divergenze le risolvevano soprattutto utilizzando più le capacità fisiche che quelle intellettuali. Ora è necessario saper utilizzare più le capacità intellettuali che quelle fisiche.

Senza dimenticare che è sempre valido il detto di Giovenale, mensa sana in corpore sano, il connubio tra l’AIKIDO, arte marziale giapponese, frutto della più alta sapienza orientale, e la PSICOLOGIA GENERATIVA, ultima frontiera della scienza occidentale, ha dato origine all’AI--KIDO, 合氣道 (si legge ai-psi-chi-do). Costituisce l’arte marziale psicologica, una disciplina che con il rigore della scienza insegna l’utilizzo delle capacità umane che (attraverso energie fisiche e intellettuali) conducono alla via della pace. Come tutte le vere arti marziali è di difesa, non di attacco; si avvale di tecniche, esercizi fisici e mentali per neutralizzare gli “assalti” per costruire pace prima dentro di noi, poi con gli altri, poi con l’ambiente.

Cosa significa AI-KI-DO?

La lettera  (si legge PSI) viene dall’alfabeto greco e sta per psiche. L’aikidō è una disciplina psicofisica giapponese praticata sia a mani nude, sia con le armi bianche tradizionali del Budo giapponese.

AI significa “armonia” e nel contempo anche “congiungimento” e “unione”;

KI significa “spirito” nel significato del vocabolo latino spiritus, cioè soffio vitale, energia vitale.

DO come già spiegato, significa letteralmente “ciò che conduce” nel senso di percorso, via, cammino.

IL PERCORSO

L’Agenzia Educativa AZIMUT, si propone di indicare un cammino, una strada a quelle persone che vogliono cambiare in meglio, non solo per star-bene, ma per vivere-bene. La struttura formativa e le modalità didattiche offrono un percorso educativo che permette di acquisire abitudini stabili, definitive, durature nel tempo; un costante miglioramento di sé. Non si tratta solo di sapere o saper fare, ma soprattutto di essere.

La metodologia didattica è sostanzialmente induttiva: dall’esperienza individuale si perviene all’acquisizione del comportamento desiderato. Lo stesso procedimento che utilizza il bambino per apprendere, ad esempio, a parlare. Prima il bimbo lo impara a fare, poi gli si insegnano le regole di grammatica e di sintassi.

La nostra mente (il software) ed il nostro cervello (l’hardware) hanno straordinarie capacità non solo riparative (di soluzione di disagi), ma anche generative, in grado cioè di evolvere, migliorare, creare, programmare situazioni nuove. Questo è il significato di Psicologia Generativa e questo è l’approccio proposto: una armoniosa integrazione tra emotività, fisicità, creatività, motivazione, coerenza, determinazione.

In fondo è come nella medicina preventiva: un conto è assumere farmaci per curarsi, un conto è vaccinarsi per non ammalarsi. L’ AIKIDO crea anticorpi cognitivi, emotivi, comportamentali, morali, per resistere ai marosi ed agli tsunami della vita.

Pubblicato in ARTE MARZIALE PSICOLOGICA, PSICOLOGIA GENERATIVA | Lascia un commento

PSICOLOGIA GENERATIVA

IL LINGUAGGIO DEL CAMBIAMENTO
Saranno almeno 20 anni che parlo, scrivo e mi occupo di comunicazione e linguaggio. Ogni volta mi accingo a produrre qualcosa di nuovo, cerco sempre una qualche forma stilistica o concetto originale. I Maestri a cui faccio riferimento sono del resto una fonte inesauribile di creatività ed ingegno. Uno di questi Paul Watzlawick, di cui mi onoro di essere stato amico, così inizia un suo libro che porta lo stesso titolo di questo articolo:
Continua a leggere

Pubblicato in PSICOLOGIA GENERATIVA | 1 commento